Historiaweb network



Menu:

Aggiornamenti:

Dossier
nuovi contenuti

Biografie
news

Libri e Films
presto nuovi aggiornamenti e schede tecniche

Partecipa
per collaborare con il nostro sito cliccare qui

 

cronologia seconda guerra mondiale

 

La Seconda Guerra Mondiale

 

La fine della seconda guerra mondiale aveva lasciato molta parte del mondo, ma soprattutto l’Europa, il Giappone e certe regioni della Cina, in una situazione di vero e proprio disastro; disastro per le perdite umane e per la distruzione delle risorse materia li, quale mai si era visto nella storia

Nella guerra persero la vita oltre 50 milioni di persone, di cui circa 30 milioni nella sola Europa. Il paese che soffri maggiori perdite in assoluto fu l’Unione Sovietica, con circa 20 milioni di morti, di cui 13.600.000 soldati e 7 milioni di civili (il 10 per cento della popolazione delle zone europea e asiatica); la Polonia perse oltre 6 milioni di abitanti (cioè il 22 per cento della popolazione, comparativamente il rapporto più alto del mondo); la Germania ebbe circa 5 milioni di morti; la Jugoslavia 1.690.000; la Francia 810.000; il Commonwealth britannico 544.596; l’Italia 300.000 fra morti e feriti; il Giappone circa 1.800.000 morti; gli Stati Uniti 292.000 morti (tutti militari). La Cina fu quella che accanto all’URSS contò, a partire dall’inizio del conflitto con il Giappone nel 1931, il più alto numero di caduti: oltre 15 milioni.

Istruzioni
Nella colonna destra del sito è presente un percoro tematico-cronologico con i principali avvenimenti del conflitto. Nella colonna sinistra sono presenti alcune grandi sezioni del sito. Sempre nella colonna sinistra, nell'area a sfondo marroncino sono presenti alcuni "allegati" a seconda delle tappe del percorso.

 

Non si può mettere in dubbio il fatto che la crisi mondiale e le sofferenze e le privazioni che ne risultano ai popoli siano in qualche modo responsabili dello sconvolgimento gravido di pericoli di cui siamo testimoni. In periodi come questo lo scontento genera odio, e l'odio spinge ad azioni di violenza e di rivolta, e spesso anche alla guerra. (...) Ancora una volta gli uomini di Stato portano il peso di tremende responsabilità (...). Possano esse riuscire, attraverso un accordo tempestivo, a creare in Europa una politica unitaria sancita da chiari impegni internazionali, cosicché a tutte le nazioni un'avventura bellica appaia un'avventura disperata. (...) Non si tratta solo del problema tecnico di assicurare e conservare la pace, ma anche dell'importante compito di educare e illuminare le menti.

Albert Einstein

 

Ora che ho visto cos'è la guerra, cos'è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: "E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?" Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero. 

Cesare Pavese

 

 

1943. Secolo orrendo; che abiti spaventosi porteranno gli uomini; esalteranno la guerra e porteranno in guerra uniformi color sporcizia; noi la guerra non l'abbiamo esaltata mai, era un mestiere come un altro, dove ogni tanto ti truffavano della paga, e nel far questo mestiere indossavamo uniformi variopinte, come può indossare abiti variopinti un medico o un borghese... o una prostituta; loro invece indosseranno uniformi orrende e esalteranno la guerra e la combatteranno per le loro varie patrie: secolo orrendo; 1943...

Heinrich Boll